Sit-in del Movimento 5 Stelle, domani, alle ore 10:00, davanti all'ingreso principale del Cutroni Zodda
- Redazione

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<Il Movimento 5 Stelle definisce un disastro la Sanità Siciliana del governo a guida Renato Schifani>
(All’iniziativa saranno presenti gli attivisti di Barcellona Pozzo di Gotto, le coordinatrici provinciali Cristina Cannistrà e Vera Giorgianni, l’on. Antonio De Luca (capogruppo M5S all’ARS e componente della Commissione Salute) e l’on. Nuccio Di Paola (coordinatore regionale M5S Sicilia e vicepresidente vicario dell’Assemblea Regionale Siciliana)
Domani, 31 luglio, a partire dalle ore 10:00, si terrà un sit-in davanti all’ingresso principale dell’Ospedale Cutroni Zodda, promosso dal Movimento 5 Stelle Sicilia nell’ambito dell’iniziativa “Sanità X Tutti”, a sostegno del servizio sanitario pubblico.
La mobilitazione nasce in risposta alla grave situazione della sanità regionale, rispetto alla quale l’attuale giunta Schifani non ha prodotto interventi risolutivi. I dati disponibili delineano un quadro fortemente critico. Secondo Age.na.s (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), in Sicilia 43 strutture su 103 risultano critiche e nessuna rientra tra le prime 15 in Italia. Inoltre, per quanto riguarda i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), l’Isola si colloca al 19° posto su 21.
Anche i dati Istat confermano le difficoltà strutturali del sistema: l’aspettativa di vita è pari a 82,1 anni, ma solo 56,3 anni vengono vissuti in buona salute, al di sotto della media nazionale. Il personale sanitario e le risorse disponibili restano insufficienti, con 82,4 dipendenti pubblici ogni 10.000 abitanti contro una media nazionale di 99,7.
Nel 2025 oltre un milione di siciliani ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria — tra visite specialistiche, esami diagnostici o interventi — a causa dei tempi di attesa eccessivi nel pubblico e dei costi elevati nel privato. Quando il sistema pubblico non riesce a rispondere, i cittadini sono costretti a ricorrere a spese proprie: l’85% si rivolge al settore privato, con una spesa media di 212 euro per prestazione. Un onere spesso insostenibile, soprattutto per le fasce più fragili, che devono affrontare anche costi aggiuntivi di viaggio, vitto e alloggio.
Garantire il diritto alla salute significa assicurare a tutti i cittadini l’accesso a cure e prevenzione dignitose nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale. È questo l’obiettivo della mobilitazione del 31 luglio.
La cittadinanza e gli organi di stampa sono invitati a partecipare.




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