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Il SARAP chiede al sindaco di Barcellona l'intitolazione di una struttura al Dott. Nunziante Rosania

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    Redazione
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<A distanza di poco più di 4 mesi dalla scomparsa dell'ex direttore della Casa Circondariale Vittoria Madia di Barcellona Pozzo di Gotto, il Sindacato della Polizia Penitenziaria S.A.R.A.P. con una corposa e significativa nota, chiede al sindaco Melangela Scolaro, che venga intitolata una struttura pubblica al compianto dottor Nunziante Rosania, già direttore del Carcere di Barcellona PdG>


Signor Sindaco,

Con la presente, nella qualità di Vice Segretario Generale del SARAP Polizia Penitenziaria e facendomi interprete del sentimento di profonda riconoscenza espresso da numerosi appartenenti alla Polizia Penitenziaria, operatori sanitari, cariche amministrative, associazioni di volontariato, cittadini e da quanti hanno avuto il privilegio di conoscere il Dott. Nunziante Rosania, desidero sottoporre alla Sua autorevole attenzione una proposta che riteniamo rappresenti un doveroso atto di giustizia morale e di memoria collettiva nei confronti di un uomo

che ha dedicato l'intera esistenza al servizio dello Stato e alla tutela delle persone più fragili.

La scomparsa del Dott. Nunziante Rosania, avvenuta il 3 aprile 2026 presso il Policlinico Universitario "A. Gemelli" di Roma, ha privato la città di Barcellona Pozzo di Gotto, l'Amministrazione Penitenziaria e l'intera comunità nazionale di una figura di straordinario spessore umano, professionale e istituzionale. Per lunghi anni egli ha diretto l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario della nostra città, distinguendosi non soltanto per l'elevata competenza quale medico psichiatra e dirigente dello Stato, ma soprattutto per la sua profonda umanità, per il rispetto della dignità della persona e per una concezione della funzione pubblica fondata sul dialogo, sulla solidarietà e sull'autentico servizio verso il prossimo. Il Dott. Rosania ha saputo interpretare il proprio ruolo con una sensibilità rara, anticipando una visione moderna dell'esecuzione penale, nella quale sicurezza, legalità e rispetto della persona non rappresentavano valori contrapposti, ma elementi inscindibili di un'unica missione istituzionale. In un periodo storico particolarmente complesso, egli trasformò l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario in un luogo aperto al territorio, promuovendo incontri, convegni e iniziative culturali presso l'ampio teatro interno all'Istituto Penitenziario e favorendo una proficua collaborazione con le associazioni di volontariato, gli enti del Terzo Settore, il mondo della scuola e dell'università. Grazie a questa visione, centinaia di studenti, docenti e cittadini provenienti da tutta la Sicilia ebbero l'opportunità di conoscere una realtà spesso ignorata o raccontata esclusivamente attraverso stereotipi.

Tra le più significative innovazioni introdotte dal Dott. Nunziante Rosania merita particolare menzione l'istituzione, presso l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, del primo ed esclusivo Nucleo Attività Trattamentale della Polizia Penitenziaria, realizzato in ambito penitenziario. Frutto della sua visione innovativa e della profonda convinzione che il trattamento costituisse elemento essenziale del percorso rieducativo, tale Nucleo operava

quotidianamente a favore di tutti i detenuti e gli internati, rivolgendo un'attenzione particolare alle persone maggiormente emarginate, prive di riferimenti familiari e segnate da gravi condizioni di disagio sociale. Attraverso un costante lavoro di ascolto, sostegno, accompagnamento e mediazione, il personale della Polizia Penitenziaria contribuiva in modo determinante ai percorsi di recupero, inclusione e reinserimento sociale, dando concreta

attuazione ai principi costituzionali di umanità della pena e di tutela della dignità della persona.

Tale iniziativa rappresentò una delle più significative espressioni della lungimiranza del Dott. Rosania, che seppe valorizzare il ruolo della Polizia Penitenziaria quale protagonista attiva del trattamento, del recupero e del reinserimento delle persone affidate alle cure dell'Istituto, anticipando un modello operativo che avrebbe trovato pieno riconoscimento anche negli anni

successivi. La sua attenzione verso gli internati andava ben oltre il dovere professionale: egli conosceva personalmente le loro sofferenze, le loro storie di emarginazione e di abbandono e riteneva che nessuno dovesse essere privato della propria dignità. Non era raro vederlo attraversare i reparti salutando gli ospiti con parole semplici ma cariche di affetto, rivolgendosi a loro con quel celebre:

«Vieni qua, dammi un bacino», gesto che racchiudeva il significato più autentico della sua idea di cura: riconoscere prima di tutto la persona, indipendentemente dalla condizione nella quale si trovava. Con altrettanta convinzione promosse percorsi terapeutici e di reinserimento sociale attraverso un costante dialogo con la Magistratura di Sorveglianza, ottenendo le necessarie autorizzazioni affinché gli internati potessero trascorrere alcune giornate all'esterno dell'istituto.

Tra le attività riabilitative sostenute dal Dott. Rosania vi erano anche esperienze di terapia assistita con gli animali. La terapia con i cavalli viene chiamata genericamenteippoterapia o riabilitazione equestre. Più nello specifico, fa parte degli Interventi Assistiti con Animali (IAA) Ippoterapia, quale approccio iniziale e riabilitazione neuromotoria, nel quale il paziente, a cavallo, segue il movimento dell'animale guidato da un terapista da terra. Le visite nelle città della provincia di Messina, sui Nebrodi, nelle campagne e nelle località balneari, organizzate con il prezioso supporto della Polizia Penitenziaria e del personale sanitario,

rappresentavano momenti di autentica terapia sociale. Quei brevi periodi di libertà controllata contribuivano in maniera significativa al miglioramento dell'equilibrio psicologico degli internati, favorendo un clima di serenità all'interno dell'istituto e riducendo sensibilmente episodi di tensione e aggressività nei confronti del personale.

Il Dott. Rosania si distinse altresì per l'intensa attività di promozione culturale e scientifica sui temi del diritto penale, della salute mentale e dell'esecuzione della pena. Organizzò numerosi convegni, seminari e incontri di studio, tra cui quelli dedicati al tema "Diritto Penale e Salute Mentale", nonché molte altre iniziative rivolte alla tutela delle persone con disagio psichico e alla diffusione della cultura dell'inclusione e del rispetto della dignità umana. Tra le numerose iniziative realizzate, anche in collaborazione con i Servizi Sociali, si ricorda la produzione di alcuni filmati e cortometraggi realizzati all'interno dell'Istituto, nei quali furono coinvolti, in qualità di attori, anche alcuni degli internati maggiormente emarginati dell'ex Ospedale Psichiatrico, offrendo loro un'opportunità concreta di espressione, partecipazione e inclusione. Tali iniziative, insieme alle numerose altre attività promosse durante la gestione del Direttore N. Rosania, testimoniano l'attenzione rivolta alla valorizzazione della persona e al superamento delle condizioni di marginalità.

Tali eventi si svolsero presso l'Unione delle Camere Penali del Tribunale, l'Auditorium del Parco Urbano "Maggiore Giuseppe La Rosa" e il Teatro "Placido Mandanici" di Barcellona Pozzo di Gotto, registrando la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle Istituzioni, Capi Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, dirigenti dell'Ufficio Inter distrettuale di

Esecuzione Penale Esterna (UEPE), Procuratori della Repubblica, Presidenti di Tribunale, magistrati, docenti universitari e qualificati esperti del settore. Attraverso tali iniziative il Dott. Rosania contribuì in maniera determinante alla crescita del dibattito giuridico e scientifico sui temi della salute mentale in ambito penitenziario, favorendo il dialogo tra magistratura, amministrazione, sanità, università e società civile.

La sua generosità non si limitava alle iniziative istituzionali. Numerosi sono i testimoni che ricordano come il Direttore Rosania intervenisse personalmente per sostenere i detenuti più indigenti, acquistando talvolta con risorse proprie beni essenziali o persino un pacchetto di sigarette per chi non disponeva di alcun sostegno economico. Erano gesti silenziosi, compiuti senza alcuna ricerca di visibilità, che esprimevano la naturale inclinazione di un uomo capace di

vedere, dietro ogni detenuto, un essere umano bisognoso di ascolto, rispetto e solidarietà.

Anche il rapporto instaurato con il personale della Polizia Penitenziaria rappresentò un modello di amministrazione fondato sul reciproco rispetto. Il Dott. Rosania non faceva mai pesare il prestigio del proprio incarico, ma affrontava quotidianamente le difficoltà dell'istituto condividendo responsabilità, ascoltando ogni operatore e ricercando sempre il dialogo quale strumento privilegiato per la soluzione dei problemi. La sua porta era costantemente aperta e la sua presenza rappresentava un punto di riferimento tanto per il personale quanto per gli internati.

Chi ha avuto il privilegio di lavorare al suo fianco – appartenenti alle Forze di Polizia, magistrati, personale dell'Amministrazione penitenziaria, operatori sanitari e dipendenti degli uffici pubblici del territorio – ricorda ancora oggi il coraggio con cui difese, anche nei momenti più difficili, la dignità dell'Istituto e delle persone affidate alle sue cure.


Il Vive Segretario Generale S.A.R.A.P.

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