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Igea Virtus, arriva la mazzata per il caso De Falco: 5 punti di penalizzazione da scontare subito

  • Immagine del redattore: Placido Calvo
    Placido Calvo
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min


<Vanificare una stagione per il caso De Falco lascia il segno: L'Igea virtus si dice pronta ad impugnare la sentenza>



Il dispositivo è di poche righe, bisogna prenderne visione della reale motivazione, nel momento in cui uscirà la sentenza, che la società rappresentata da Masimo Italiano impugnerà con l'avv. del foro di Palermo Marco Sabato.

E' arrivata la sentenza, o meglio ancora, il dispositivo che in poche righe si legge quello che nessuno ci si avrebbe augurato: 5 punti di penalzzazione da scontare nella stagione in corso e alcune inibizioni: 5 mesi per il presidente Massimo Carmelo Italiano, 5 mesi per Rosario Sorrenti e cinque giornate di squalifica per il portiere Christian De Falco, da scontare nella corrente stagione sportiva, oltre ad un'ammenda di 500 euro alla società.


La società giallorossa si dice pronta a qualsiasi battaglia giudiziaria, per far valere le proprie ragioni: non si possono togliere 5 punti ad una squadra che li ha conquistati sudando la propria maglia sul campo, anche con chi ha sollevato il caso a distanza di mesi, quando i risultati erano già stati omologati e senza che nessuno si era opposto. Savoia e Nissa con una nota congiunta) sono state le due società che hanno agito contro i giallorossi, sollevando il caso De Falco, per averne dei vantaggi in classifica a discapito dell'Igea Virtus che contro di esse li aveva guadagnati sul campo alla luce del sole.


Il presidente onorario Immacolato Bonina sembra un vulcano in piena erruzione dopo aver appreso la notizia del dispositivo della sentenza che penalizza la società da ogni punto di vista.

De Falco, quando è stato squalificato, la scorsa stagione, era alle dipendenze di una società professionistica, sulla banca dati - secondo quanto si apprende - non sarebbe facile accedere, potrebbe essere questa la causa che avrebbe fatto disconoscere la posizione del giovane portiere. Per quanto concerne la posizione della società Nuova Igea Virtus non ci sono dubbi: il tutto sarebbe avvenuto in buona fede, nessuno sapeva della squalifica del proprio tesserato.

C'è di più, momento in cui si è appreso della posizione del proprio calciatore, si sono presi immediatamente i dovuti provvedimenti, non inserendolo più in distinta per tre gare.


Certo, è vero che la legge non ammette errori, ma è anche vero che se errore sarebbe stato commeso, a distanza di mesi, la penalizzazione di 5 punti sembra (con onestà intellettuale) "eccessivamente pesante".


Intanto domenica si ricomincia col calcio giocato ed il d'Alcontres-Barone sarà una bolgia per l'attesa partitissima contro la Reggina, l'occasione sarà perfetta per rispondere sul campo e dimostare a tutti che l'Igea è forte comunque e con chiunque, perchè le battaglie nel calcio si vincono sul campo e non nelle aule dei tribunali. P.C.


PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE LA NOTA DELLA SOCIETA'


Con rammarico, dispiacere e rabbia recepiamo una sentenza che ci condanna a cinque punti di penalizzazione da scontare nella stagione corrente, più l’inibizione a cinque mesi per il presidente Massimo Carmelo Italiano, l’inibizione a cinque mesi per il segretario generale Rosario Sorrenti, cinque giornate di squalifica per il calciatore Christian De Falco e un’ammenda di 500 euro per la nostra società.

Per noi non è una sentenza che riteniamo aderente con quanto accaduto, a cui ci appelleremo nei modi e nei tempi previsti dalla giustizia. Non c’è alternativa, non c’è ragione – a nostro legittimo parere – di ricevere una “condanna”, seppure non definitiva, che ridimensiona il nostro cammino, la nostra stagione, fino ad oggi costellata di successi, meriti e riconoscimenti, tutti maturati sul campo e frutto di non pochi sacrifici, del gruppo squadra, dei calciatori e della società.

Dalla nostra c’è la buona fede, la voglia di fare valere le nostre ragioni per rispetto della nostra gente e del nostro operato.

All’atto del tesseramento del calciatore Christian De Falco, espulso al termine dell’ultima gara dello scorso campionato, disputato con la formazione primavera della Reggiana, non potevamo essere al corrente di questa situazione, al netto dell’impossibilità che ad oggi persiste a livello federale, laddove un segretario o un dirigente delegato opera in regime dilettantistico per la scrittura di un calciatore proveniente dal professionismo, che sia stato impiegato nelle formazioni giovanili o in prima squadra.

Il portale federale, diversamente a quanto possibile a parti inverse, non lo consente.

Questa impossibilità è da anni oggetto di “battaglia” da parte dei segretari della LND, a cui il presidente federale ha più volte riconosciuto la validità dell'istanza e l’intenzione delle istituzioni sportive ad arginare simili difficoltà (non per ultimo nella riunione del 15 dicembre scorso a Roma).

Nella sostanza, non ci sono gli strumenti per le società dilettanti di appurare che un possibile tesserato proveniente dal professionismo abbia subito una squalifica o abbia pendenze in corso che limitano l’impiego, a livello giovanile come in prima squadra. Inoltre, va specificato che ad oggi non vi è mai stata una controversia di un Giudice Sportivo che abbia decretato che la squalifica di un calciatore debba essere scontata esclusivamente in prima squadra o nella juniores. Il calciatore Christian De Falco è un classe 2006 ed avrebbe potuto scontarla come uno dei tre fuoriquota previsti dal regolamento nel campionato juniores.

A ragione di questo, nel caso specifico che ci condanna, tenuto conto che nessuno ha mai fatto ricorso nei tempi previsti, e che i risultati siano stati tutti omologati, non vi è stato nessun segretario o segreteria di alcuna squadra che abbiamo affrontato in questa stagione con De Falco in campo (squalifica comunque sanata a posteriori) che abbia mai riscontrato irregolarità o presunti illeciti.

Lo stesso calciatore, interpellato ad inizio stagione, non aveva mai fatto riferimento alla squalifica ricevuta al termine dell’ultima gara dello scorso campionato, nonostante la segreteria o chi di dovere abbia provveduto più volte all’espletamento delle regolari procedure.

Ci chiediamo, a tal proposito, come non si sia tenuto conto anche di un altro singolare passaggio della vicenda che evidenzia l’impossibilità di rilevare la squalifica e la posizione irregolare del giocatore. Nel corso della gara valevole per la quarta giornata del girone d’andata, disputata al “Velodromo” di Palermo contro l’Athletic Club, il calciatore Christian De Falco è stato ammonito. La sanzione è stata processata anche nel successivo comunicato del Giudice Sportivo. Come è possibile che anche il Giudice Sportivo e i sistemi informatici non abbiano riscontrato la squalifica non ancora sanata?

Riteniamo che alcuno potesse essere al corrente della pendenza non sanata, ma allo stesso tempo siamo dell’avviso che la nostra buona fede non possa essere messa in discussione da un cortocircuito indotto, non determinante ai fini del risultato omologato dal campo, non preminente a quanto registrato all’interno del terreno di gioco. Tuttavia, ci siamo presi le nostre responsabilità, affrontato un processo sportivo (non concluso) che siamo certi possa fare giurisprudenza, tenuto conto che riteniamo che la penalizzazione non sia il giusto risultato di un operato caratterizzato in lungo e in largo da trasparenza, merito e linearità.

Faremo ricorso, non molleremo di un centimetro, sicuri di fare valere le nostre ragioni nelle sedi opportune. La città e i nostri tifosi, che come noi vivono queste ore con apprensione e rabbia, possono stare certi che trasformeremo il tutto nella maniera che meglio ci rappresenta, ovvero con cuore, sacrificio, passione, lavoro e qualità.

Mancano otto gare al termine della stagione. Abbiamo ottenuto cinquanta punti, cinquanta. Abbiamo perso in sole due occasioni, dunque tocca fare il nostro lavoro e continuare a fare squadra e lottare per l’obiettivo.

Non sono state prese in considerazioni le attenuanti, la mancanza di strumenti, la buona fede, ma non ci abbattiamo. Ci pieghiamo, ma non ci spezziamo. Avanti...insieme!


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